L’attivazione

Cominciamo questo 2024 con una prima attivazione già nel mese di gennaio l’obiettivo per quest’anno è di puntare a superare il nostro record personale delle quattro attivazioni SOTA in un anno. Durante l’ultima attivazione avevamo già ipotizzato di salire sul monte Soratte durante il periodo invernale, una cima non altissima, poco meno di 700 metri, ma che gode di un buon posizionamento geografico, essendo un’altura circondata da vallate, offre ampia visibilità a 360 gradi. Oltre alla buona posizione c’è anche da sottolineare che è sia un referenza SOTA che POTA. La giornata è piuttosto fredda, quindi decidiamo di partire con calma sperando che le temperature si alzino un po’, ci diamo appuntamento con Andrea (IZ0QYI) alle 8:00, ma a Roma ci sono comunque 3°C, quando arriviamo al parcheggio per il sentiero che ci porterà in cima al Soratte sono le 9:00, e anche qui la temperatura non è da meno, sempre 3°C e c’è anche un po’ di vento. Arrivati in cima, un cielo limpido ed un bel sole ci scalda, anche se il terreno che è all’ombra dell’Eremo è disposto verso nord, rimane ghiacciato per tutta la giornata. Cominciamo a montare le nostre attrezzature, Andrea userà la classica HB9 per le VHF e proverà anche la HWEF per i venti metri. Io ho portato, per fare qualche prova, una nuova antenna verticale caricata tramite una bobina di accordo e due radiali posti a terra, utilizzando sempre la solita canna da pesca come supporto, nello zaino c’è sempre il classico dipolo a V invertita per i 40 metri. Dopo aver fatto qualche misura e qualche taglio al filo, mi sono “accontentato” dell’accordo decente in 40m e mi sono messo alla radio, sono riuscito subito ad effettuare un QSO con un francese che stava attivando tre parchi POTA, poi ho ascoltato tanti segnali forti, ma nessuno che mi ascoltava o copiava. Quindi ad un certo punto ho optato per utilizzare il dipolo a V invertita sempre sui 40 metri, e devo dire che i QSO sono arrivati più facilmente. Andrea nel frattempo faceva fatica sia in VHF che in 20 metri a tirare fuori qualche collegamento. Per la prima volta ho usato la modulazione di frequenza in una attivazione SOTA, dopo esserci accordati via telefono, ho provato un collegamento diretto con l’amico Rosario IU0QVH, entrambi con un palmare e l’antennino in dotazione della radio, che ci hanno comunque permesso di completare senza difficoltà due QSO uno in 144 MHz e l’altro in 430 MHz, segnale decisamente migliore in 70 cm, probabilmente dovuto ad migliore adattamento della piccola antenna su queste frequenze. Verso le due decidiamo di cominciare a smontare, la temperatura comincia già ad essere più bassa e anche se con pochi QSO in tasca siamo contenti della giornata passata. Continuo a dire che il posto è bello e il panorama lo è ancora di più, specie in una giornata come quella che abbiamo avuto noi, in cui verso oriente potevamo vedere le più alte cime del centro Italia (Terminillo, Gran sasso, Velino e Maiella) tutte innevate, mentre guardando verso occidente si distinguevano nettamente il lago vulcanico di Bracciano e il mare.

Conclusioni

Radio

Dal punto di vista Radio, la cima offre ampi spazi per posizionare le antenne, anche se tra tutte le cime attivate fino ad ora è risultata sicuramente quella più frequentata. Come già detto la posizione è ottima anche per le VHF e superiori vista l’apertura a 360° della cima, quindi è una cima che si presta bene anche per fare attività Radio senza dover affrontare lunghe camminate.

Trekking

Partendo dal parcheggio si segue una strada bianca, ampia e pianeggiante, che si inoltra nel bosco. Ci sono diversi sentieri che salgono verso la cima, noi abbiamo preso quello che sale in direzione della “Casaccia dei ladri”. Il percorso è da prima piuttosto difficile e passa attraverso il bosco il cui fondo è pieno di pietraia che rende la salita poco agevole, ma raggiunta una prima Sella si scorge una bellissima visuale verso la vallata sottostante, da qui il sentiero continua a costeggiando in maniera più dolce il versante della montagna. Dopo poco più di un’ora, arriviamo alla cima del Monte Soratte, dove è possibile vedere dall’esterno l’eremo di San Silvestro, costruito sui resti del tempio di Apollo di epoca Romana, ma purtroppo è chiuso, ci si può accedere solo con visite guidate. Per scendere prendiamo la strada “principale” che porta al centro del paese di Sant’Oreste, ma a metà strada optiamo per scedere, passando per uno dei sentieri che avevamo incrociato la mattina, verso la strada bianca che abbiamo percorso inizialmente la mattina, in modo da tornare più velocemente alla macchina.

Qui trovate la traccia percorsa per salire in cima, dal punto in cui abbiamo lasciato la macchina.

Qui trovate la traccia del percorso fatto al ritorno.

Foto dell’attivazione

Si parte Cercando di identificare cosa si vede nella valle Arrivati all'eremo di San Silvestro Dettaglio della bobina di accordo dell'antenna verticale Prima volta in assoluto di un'attivazione SOTA da un tavolino Vista del parco antenne La vista dei monti verso oriente La vista dei monti verso oriente continua In lontananza, verso occidente, si vede anche il mare
SOTA Monte Soratte

Video dell’attivazione

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